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Morso del cane affidato in custodia e risarcimento danni: chi ne risponde?

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Morso del cane affidato in custodia e risarcimento danni: chi ne risponde?

 Nel caso di morso del cane affidato in custodia, è frequente chiedersi chi sia il responsabile qualora derivi un danno alla salute od integrità di terze persone.

Nel caso in cui il proprio cane aggredisca un terzo, il proprietario potrebbe rispondere sia civilmente che penalmente del danno arrecato; più complessa è l’ipotesi in cui il danno sia causato dal morso di animale affidato in custodia temporaneamente a soggetto diverso dal proprietario, come un parente od un amico, il quale in tal caso potrebbe esser chiamato a rispondere del fatto commesso da animale non suo.

Sotto il profilo della responsabilità penale, il punto di partenza è individuare il soggetto a cui spetta l’obbligo di controllare e di custodire l’animale, adottando ogni cautela per evitare che il cane sfugga al controllo e possa mordere e danneggiare terze persone. In questo senso, una particolare ipotesi si verifica nel caso in cui il proprietario dell’animale abbia incaricato della custodia un altro soggetto.

In questo caso la domanda da porsi è se il soggetto incaricato assuma a sua volta una posizione di garanzia oppure il proprietario rimanga comunque responsabile del danno.

Non è affatto infrequente che chiamato a rispondere (penalmente ed in alternativa od in aggiunta anche civilmente) nel caso ad esempio di un morso, sia un soggetto terzo diverso dal padrone dell’animale, nel qual caso sarà necessario stabilire a quali condizioni il terzo risponda del fatto.

Per risolvere questo interrogativo, si deve far riferimento al costante insegnamento della Corte di Cassazione secondo cui, in tema di lesioni colpose, il detentore di un cane è titolare di una posizione di garanzia che gli impone l’obbligo di controllare e di custodire l’animale adottando ogni cautela per evitare e prevenire le possibili aggressioni a terzi anche all’interno dell’abitazione (Cass. Pen. n.42307/2017; cfr. anche Cass. Pen., Sez. IV, 16.12.1998, n. 599; Cass. Pen., Sez. IV, 2.7.2010, n. 34813; Cass. Pen., Sez. IV, 16.12.2011, n. 18814),

Sotto il profilo civilistico, peraltro, vale più o meno lo stesso principio. Ai   sensi dell’art. 2052 c.c. “il proprietario di un animale o chi se ne serve per il tempo in cui lo ha in uso, è responsabile dei danni cagionati dall’animalesia che fosse sotto la sua custodia, sia che fosse smarrito o fuggito, salvo  che provi il caso fortuito”.

Se pertanto il proprietario affidi la custodia dell’animale ad altra persona, la sua responsabilità sussisterà solo nel caso in cui lo stesso sia in concreto tuttora in grado di esercitare il potere di controllo (Sez. 4, n. 34765 del 03/04/2008, Rv. 240774) ovvero, in caso di affidamento temporaneo, abbia delegato la custodia a persone non in grado di adempiere adeguatamente il compito affidato.

Se al contrario il padrone del cane non sia nella condizione di poter vigilare sull’animale, e questo sfuggendo al controllo crei un danno, ne risponderà il custode, per il solo fatto della detenzione del cane affidata, salva la dimostrazione del caso fortuito.

Per caso fortuito si intende un evento imprevedibile e inevitabile rispetto al morso del cane affidato in custodia, che si verifica indipendentemente dalla volontà e dall’azione di una persona, evitando la responsabilità per il danno.

Nella prassi, è assai difficile la dimostrazione del caso fortuito, trattandosi di eventi di carattere assolutamente eccezionale, come ad esempio la rottura di un cancello elettrico o del recinto esterno con conseguente fuoriuscita del cane dal giardino in cui era rinchiuso, a condizione che si tratti di episodio imprevedibile e non altrimenti evitabile con l’ordinaria diligenza,

Al contrario non costituiscono eventi che esonerano dalla responsabilità per il morso del cane affidato in custodia:

  • la rottura della catena a cui l’animale era legato, con conseguente fuga del cane e aggressione di un passante, essendo il proprietario tenuto ad adoperarsi con diligenza per usare strumenti adeguati di chiusura ed evitare l’usura della stessa sostituendola ove necessario
  • l’invasione di proprietà privata chiusa da recinzione, da parte di terzi estranei, in quanto vi è un dovere generale per il proprietario del cane di evitare che la libera circolazione del cane possa, anche in caso di ingresso non autorizzato, costituire fonte di danno o pericolo.

Essendo amplia la casistica delle ipotesi cui padrone e custode del cane sono chiamati a rispondere in caso di morso ed aggressione, il consiglio per evitare conseguenze negative difficilmente evitabili è quello di dotarsi di una specifica assicurazione per i danni arrecati a terzi, soprattutto in caso di possesso di cani aggressivi o di grossa taglia, reperibili oggi sul mercato a prezzi assai contenuti, così da evitare in caso di contenzioso di dover far fronte ad ingenti esborsi difficilmente evitabili.

In conclusione, si consiglia di prestare molta attenzione sia nel caso di custodia di animale proprio, sia nel caso in cui si accetti di custodire, anche per brevi periodi, un animale altrui, poiché in caso di danneggiamento a terzi si potrebbe venir chiamati a rispondere del fatto anche se l’animale appartenga ad un’altra persona, ricorrendo se necessario ad una specifica assicurazione del cane per limitare i danni.

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