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Corona virus e privacy: è possibile la pubblicazione dei dati dei contagiati?

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Corona virus e privacy: è possibile la pubblicazione dei dati dei contagiati?

In tempi di emergenza legata alla lotta contro la diffusione del coronavirus, in molti si sono posti l’interrogativo circa la possibilità di pubblicare i dati delle persone contagiate dal virus, per poter aiutare le autorità sanitarie a circoscrivere il focolaio dell’infezione.

Sul punto occorre capire se l’esigenza di tutela della salute pubblica sia compatibile con quella della privacy, e dunque è importante capire se è possibile la pubblicazione dei dati dei contagiati oppure se si tratta di attività illecita.

Analizzando il Regolamento UE 2016/679 in materia di protezione dei dati personali, al considerando 46 si legge che il trattamento e la diffusione dei dati personali sia possibile, ad esempio, se il trattamento è necessario a fini umanitari, tra l’altro per tenere sotto controllo l’evoluzione di epidemie e la loro diffusione o in casi di emergenze umanitarie, in particolare in casi di catastrofi di origine naturale e umana.

Lo stesso Garante Italiano della Privacy, nel parere del 02.02.2020, ha stabilito che «allo scopo di assicurare la più efficace gestione dei flussi e dell’interscambio dei dati personali» i soggetti operanti nella protezione civile possono effettuare i trattamenti nonché la comunicazione tra di loro.

Di conseguenza, bilanciando l’interesse della salute pubblica, rispetto a quello della privacy, risulta possibile ricorrere a tecnologie alternative, come la tracciatura dei telefoni e delle geolocalizzazioni per tentare di ricostruire le «catene» dei contagi per mettere in pratica le misure di contenimento più precise e funzionali in una lotta contro il tempo.

Dunque durante il perdurare dell’emergenza, ai sensi di legge, risulterebbe possibile un superamento del generale divieto di trattamento dei dati personali sanitari, in ragione di motivi di interesse pubblico nel settore della sanità pubblica, «quali la protezione da gravi minacce per la salute a carattere transfrontaliero», il che potrebbe giustificare la pubblicazione e divulgazione dei nominativi dei soggetti contagiati al fine di prevenire l’ulteriore diffusione dell’epidemia.

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